sabato 31 dicembre 2016

Natale e il tombolone della Radio



Radio Veregra era nata per la passione per la musica di un gruppo di persone, per la loro voglia di comunicare e, nello stesso tempo, di divertirsi. Ma era anche nata per fare un servizio al paese di Montegranaro, e i ragazzi che si davano da fare per mantenerla in piedi, tra le mille difficoltà economiche che ci sono sempre state, oltre a divertirsi si impegnavano in funzioni di utilità pubblica. Ogni tanto toccava sacrificare una domenica per mandare in onda la partita di calcio o quella di basket, ogni tanto toccava sacrificare il proprio tempo per fare da regia a programmi di pubblica utilità oppure coprire turni altrui mettendo musica che si sarebbe preferito prendersi a martellate le dita piuttosto che girarla sul piatto. Sacrificare il giorno di festa non piaceva a nessuno ma c’era un’occasione in cui eravamo tutti contenti di andare in radio anche se era festa: a Natale.
A Natale Radio Veregra faceva il tombolone: un programma in diretta che partiva la mattina alle 7 e terminava ben oltre la mezzanotte, con migliaia di telefonate di ascoltatori che, col pretesto di giocare a tombola con noi, facevano gli auguri in diretta ad amici e parenti. Il gioco era semplicissimo: c’era un tabellone con diverse caselle (il numero di caselle variava anche in base a quanti premi riuscivamo a racimolare), e ogni ascoltatore che telefonava aveva diritto a dire un numero. Se a quel numero corrispondeva una casella che contesse un premio, l’ascoltatore lo aveva vinto.
Il tombolone andava preparato, si cominciava a lavorarci settimane prima di Natale. Bisognava trovare i premi, così squadroni di speaker radiofonici battevano le attività commerciali di Montegranaro e zone limitrofe per farsi dare i premi, che potevano essere un panettone, una bottiglia di vino, un gioco, un quaderno, una penna. Qualsiasi cosa andava bene, i premi non dovevano essere di valore. La gente partecipava per giocare, non tanto per vincere, tanto che capitava spesso che qualche vincitore non venisse a ritirare il proprio premio. Poi bisognava preparare il cartellone, uno o più fogli di cartoncino giuntati, e disegnarlo inserendoci i premi a caso.
Si faceva una riunione per fare i turni: ogni speaker si prendeva almeno un’ora di trasmissione in modo di coprire l’intera giornata. La riunione, in realtà, era quasi inutile perché il tombolone era diventato una tradizione e ogni ragazzo della radio aveva il suo orario da anni. Io trasmettevo sempre le ultime due ore, dalle 22 a mezzanotte e oltre, insieme a Giovanni Leonardi, ma c’era chi preferiva il mattino presto o il pomeriggio dopo il pranzo luculliano di Natale.
La Radio diventava un luogo di festa, a Natale. C’era un via vai di gente incredibile, tutti gli speaker e i volontari che passavano anche fuori dai loro turni per farsi gli auguri e una chiacchierata, molti ascoltatori che venivano a trovarci e ci portavano dolci e bevande. Era un’occasione di incontro piacevolissima e si stava insieme divertendosi. E se durante l’anno c’era stato qualche dissapore, come è naturale che capiti quando tante persone lavorano insieme e senza compenso alcuno, a Natale veniva superato. Erano altri tempi, forse, ma Radio Veregra era un’istituzione a Montegranaro, e il giorni di festa era un luogo dove si faceva comunità.

Luca Craia

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