giovedì 30 marzo 2017

Il cinema parte fondamentale della valorizzazione del centro. Ma non ci buttano un centesimo.



La gestione di una sala cinematografica di provincia è complicata, lo sa bene Paolo Verolini, che per anni ha gestito il La Perla di Montegranaro, fino alla sua chiusura per l’indispensabile messa a norma. Ci sono stati alti e bassi e molte difficoltà per portare pubblico al cinema a Montegranaro, ma la cosa, in qualche modo, funzionava. La sala non era mai gremita, ma era comunque un punto di riferimento per ragazzi e famiglie e, soprattutto, era un buon motivo per restare a Montegranaro e frequentare il centro, i suoi locali, le sue strade.
Il ruolo di una sala cinematografica è fondamentale nel quadro della rivalutazione del centro di una città, anche nell’epoca dei multisala. La presenza di una sala funzionante e aperta durante tutti i fine settimana garantisce una vitalità costante al quartiere centrale, a prescindere dall’appeal dei titoli programmati. Poi, agendo sulla programmazione in maniera mirata ed evitando di andare in concorrenza con i grandi multisala purtroppo presenti sul territorio, è anche possibile creare un flusso di utenti importante, che potenzialmente si rifletterebbe sulle attività commerciali e ricettive del centro.
Queste valutazioni sembra non siano state ponderate dall’Amministrazione Comunale nel progetto di rilancio del centro che si impernia sulla ristrutturazione di viale Gramsci-largo Conti. Quando il Sindaco parla di rilanciare la “parte cruciale della città”, evidentemente dimentica l’occasione perduta con cinema. La sala, infatti, non è in grado di proiettare con le nuove tecnologie digitali. Qualche anno fa era stata valutata l’ipotesi di aggiornare le attrezzature di proiezione. Il costo sarebbe stato di circa 70.000 Euro, la metà del quale sarebbe stato sostenuto dallo stesso gestore. Rimanevano a carico del Comune solo 35.000, cifra tutto sommato esigua se si prende in considerazione la spesa per il comparto cultura che il Comune impegna annualmente, con scelte sulle quali si potrebbe discutere parecchio. Ci sono anche stati finanziamenti pubblici per adeguare le sale, ma sono stati tutti persi.
Una cifra così esigua è reperibile piuttosto facilmente nelle pieghe di un bilancio di un Comune come Montegranaro e, quando si programma un intervento pesante come quello di viale Gramsci con lo scopo di dare maggior valore al centro, stupisce che questa importante componente non sia stata valutata. Perché un marciapiede, anche se bellissimo, se non è inserito in un contesto attrattivo, rimarrà vuoto e inutile.

Luca Craia

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