venerdì 24 marzo 2017

Opere salvate dal terremoto. No al solito giochetto di Ancona piglia tutto.



La notizia buona è che stanno iniziando i restauri delle opere salvate da siti colpiti dal terremoto e alloggiate nella Mole Vanvitelliana di Ancona. La cattiva notizia, almeno potenziale, è che le opere non sono alloggiate nelle aree di appartenenza, il che fa sorgere qualche timore, legittimato da situazioni pregresse, tipo l’annosa contesa relativa ai Bronzi di Cartoceto. Insomma, non vorremmo che Ancona provi a prendersi tutto, come capita talvolta.
Sono ben 750 le opere alloggiate al Lazzaretto, su un totale di circa 7000 oggetti d’arte messi in salvo dai Carabinieri e dagli uomini del Mibact. Un quantitativo notevole, superiore al 10% del totale. Il resto delle opere, la gran parte, a dire il vero, è stato catalogato e stivato in siti sicuri all’interno dei territori provinciali di appartenenza. Quelle finite ad Ancona sono sicuramente in ottime mani che provvederanno a “stabilizzarle” se non proprio a restaurarle secondo un protocollo messo a punto col Ministero.
Quello che, però, è fondamentale e va detto fin da subito in maniera chiara, è che il tutto deve tassativamente tornare nel luogo di provenienza o, quando ciò non sia possibile, in strutture il più vicino possibile all’origine. Le zone delle Marche colpite dal terremoto vivono di un’economia in cui il turismo culturale è parte fondamentale. La presenza di queste opere d’arte nelle città di origine è imprescindibile per questa economia. È quindi necessario adoperarsi in ogni modo per restaurare le strutture che le ospitavano per poi ricollocarvi le opere nel più breve tempo possibile. Impensabile e inaccettabile che anche un solo oggetto resti ad Ancona.
                                      
Luca Craia

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