martedì 21 marzo 2017

Paola Perego e la lobby dei cazzeggiatori da social



Non capisco il motivo per cui abbiano chiuso la trasmissione di Paola Perego. Anzi, per essere precisi, non capisco il motivo per cui l’abbiano chiusa ora. Ha offeso le donne dell’est, e con esse il genere femminile in assoluto, vero, ma non mi pare un buon motivo. Capiamoci bene: Paola Perego insulta da una vita non soltanto il genere femminile ma l’intelligenza dell’essere umano, quella dell’homo televisivus che sorbisce le ignobili trasmissioni come la sua. Quindi perché ora? Perché non prima? Perché non subito dopo il primo programma che la bella conduttrice ha condotto?
È che stavolta si sono messi in mezzo quelli della potentissima lobby dei cazzeggiatori da social network, quelli che guardano la televisione il sabato pomeriggio e trovano la forza di indignarsi, una volta tanto, per come viene triturata la nostra mente dall’infernale apparecchio e dagli orridi lestofanti che ne governano i palinsesti. Stavolta i cazzeggiatori hanno ottenuto una vittoria, o forse stavolta si sono accorti di quanto sia squallida la televisione in Italia. Curioso, perché di trasmissioni come quella della Perego è pieno l’etere, in particolar modo nei tristi pomeriggi di tedio casalingo, dove le povere donne dell’ovest, tra la tavola da stiro e i fornelli, si sorbiscono tonnellate di idiozie che, si badi bene, nascondono abili condizionamenti mentali.
Non se ne erano accorti prima, i cazzeggiatori, e forse nemmeno ora. Ora hanno solo trovato la valvola di sfogo. Il meccanismo è semplice e complesso nello stesso tempo, è una combinazione fortuita di fortuiti eventi, con uno che si indigna, l’altro che gli fa eco, molti frustrati da tastiera che finalmente trovano un valido sfogo alle loro rabbie compresse da una settimana di stress e il gioco è fatto: la povera Paola Perego, principessa dalla televisione idiota del ventunesimo secolo, non regina in un mondo di bellissime squallide principesse della stupidità elettromagnetica, paga per tutti. Paga per le varie mariedefilippe, millicarlucce e alfonsisignorini.
Paola Perego merita compassione, perché lei è vittima più che carnefice. È il capro espiatorio col quale la televisione dei cretini si autoassolve. Abbiamo soppresso la trasmissione cattiva, noi siamo i buoni e possiamo continuare a stordirvi il cervello con i nostri bei programmi pieni di luoghi comuni, ovvietà, stupidità che nascondono bene il condizionamento mentale pronto all’uso in caso di elezioni. Paoletta, hai tutta la mia solidarietà.
                                      
Luca Craia

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