martedì 28 marzo 2017

Residenti esasperati: i bambini non possono giocare, tra bulli e amianto. Il campetto della dis-integrazione.



Una volta era il campo da tennis del quartiere Santa Maria, a Montegranaro. Poi, col tempo, è stato trasformato in campo da calcetto. Una struttura carina, utile per il quartiere dell'area Boncore, dove far giocare i ragazzi e ricreare gli adulti. Ma non è così semplice.
Lo spogliatoio, costruito insieme al campo da tennis una quarantina di anni fa, ha il tetto di eternit. Un incendio, mesi fa, ha seriamente danneggiato la copertura e ora sta perdendo pezzi. La cosa è stata più volte segnalata ma non si è mai provveduto a sanare la situazione. Idem dicasi per la scarpata al lato del piccolo impianto. È scoscesa e piuttosto pericolosa. Ai residenti è stato detto che si sarebbe provveduto a mettere una protezione ma passa il tempo e la protezione non si vede.

Ma la cosa più grave, secondo molti residenti che me l’hanno segnalata, è che il campo è diventato luogo esclusivo per un nutrito gruppo di stranieri, misto tra adulti e ragazzi, che, oltre a giocarci, compiono ripetutamente danni. “Hanno rotto tutto”, mi ha raccontato un cittadino che vive poco distante “e se proviamo a dire qualcosa ci insultano e minacciano”. I bambini e i ragazzi del quartiere non possono più utilizzare quello spazio perché viene di fatto impedito dagli occupanti abituali, che arrivano lì da tutta Montegranaro. Ovviamente anche la presenza di amianto sconsiglia di frequentare il campo, ma soprattuto l’atteggiamento di questo gruppo di stranieri costringe a tenersi alla larga. La mancanza di videosorveglianza, inoltre, rende la zona ulteriormente poco sicura.
È una situazione esasperante alla quale nessuno sembra voler porre rimedio, ma che certamente non va nella direzione di una pacifica convivenza tra Italiani e immigrati.
                                      
Luca Craia

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