mercoledì 5 aprile 2017

Divieti per i cani, ma il problema sono i padroni.



La segnalazione mi arriva da alcuni residenti nella zona Palazzetto dello Sport, a Montegranaro. È una questione di poco conto, almeno così sembrerebbe, sulle quali ci sarebbe poco da scrivere. Ma ci scrivo perché è utile per un ragionamento più ampio che vorrei condividere con voi. Ecco il caso: nel giardinetto tra la scuola media e il palazzetto fa bella mostra di sé, all’ingresso, il cartello che vieta di introdurre cani all’interno del recinto. È un divieto che va di moda, lo hanno messo anche in viale Gramsci, anche se su un solo ingresso, come se per gli altri ingressi i cani potessero passare. Ma, nonostante il cartello, la gente entra tranquillamente col cane. Il problema non sarebbe quello. Il problema è che le bestiole vengono lasciate fare i loro bisogni tranquillamente e nessuno li raccoglie, rendendo il luogo sporco, degradato, imbruttito. E questo avviene in ogni spazio verde cittadino.
Sono proprietario di un cane e sono fortemente contrario ai divieti per i cani non perché coinvolto direttamente ma perché, come questo caso dimostra, non risolvono il problema. Il problema, come sempre, è educativo e la gente, purtroppo, è maleducata. Non è con un divieto che si può educare la gente, specie se nessuno lo farà mai rispettare. La gente va educata con l’insegnamento, l’esempio e le sanzioni. Quindi i cartelli non servono a nulla, fanno soltanto sentire discriminati i cittadini che invece rispettano le regole e il prossimo. Serve fermezza per educare. Serve vigilare e punire chi contravviene non a un cartello ma alle regole del vivere civile. Un cartello disatteso diventa antieducativo. Un divieto che non viene fatto rispettare diventa antieducativo. Non servono i cartelli, serve vigilanza e fermezza. In un mondo di gente educata e rispettosa i cartelli sono inutili. Nel nostro sono dannosi, quando sono fini a se stessi.


Luca Craia

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