sabato 29 aprile 2017

Il dramma degli sfollati e la pochezza della Regione. Non c'è un interlocutore attendibile

Componenti della stessa famiglia mandati verso destinazioni diverse, comunità sparpagliate, pochi giorni per recarsi verso le nuove destinazioni. Questo è quello che sta accadendo agli sfollati sulla costa marchigiana, nonostante solo due giorni fa ci sia stato l’incontro tra i rappresentanti dei comitati e la Regione, al termine del quale l’assessore al turismo, Moreno Pieroni, dichiarava “nessuno sarà forzosamente spostato dal luogo in cui attualmente è ospitato e la Regione Marche si attiverà per sensibilizzare ulteriormente i titolari delle strutture”. Sono bastate poche ore perché l’assessore venisse contraddetto dai fatti.
Intanto sale la tensione: la gente è esasperata, è una situazione inaccettabile, disumana. Il Sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, ha fatto sapere, tramite un rappresentante dei comitati, che “nessuno si deve muovere da proprio attuale alloggio” e che, se qualcuno si permettesse di fare azioni forzose, si chiami immediatamente il sindaco stesso.
Il problema fondamentale è che, a questo punto, mancano gli interlocutori, visto che neanche la Regione è in grado di dare una parola che sia attendibile. La situazione sta degenerando, anche perché si scontrano le esigenze degli albergatori, che sarebbero comunque tenuti a mantenere gli sfollati nelle loro strutture ancora a lungo, compromettendo sì la stagione turistica, ma avendo fin qui lavorato in periodi altrimenti morti, e quelle legittime, umane e condivisibilissime, più che esigenze, diritti, degli sfollati che vengono sballottati come merce. A causare tutto questo l’inefficienza della macchina amministrativa e politica che, in sei mesi, non è riuscita a organizzare alcunché, a partire dallo sgombro delle macerie all’impianto dei moduli abitativi.
Siamo di fronte a un’autentica tragedia e nessuno se ne assume le responsabilità. Qui ci sono comunità disgregate, famiglie disintegrate, umanità ferite dall’incapacità di chi gestisce la cosa pubblica e nessuno è in grado di dare risposte. Credo che, a questo punto, i vertici di Ancona dovrebbero trarre qualche conclusione circa il proprio operato e prendere decisioni sul loro stesso ruolo, visto il totale fallimento dello stesso.

Luca Craia

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