venerdì 21 aprile 2017

Il punto su Sant’Ugo



A Sant’Ugo va meglio. La preziosa chiesa montegranarese sembra si sia stabilizzata dopo che abbiamo chiuso gli infissi in ferro che proteggono le monofore. In tal modo il tasso di umidità si è stabilizzato, pur rimanendo più basso della media normalmente registrata. Evidentemente il distacco degli stucchi murari era dovuto alle escursioni termiche e igrometriche che creavano un effetto dirompente dovuto all’espansione e alla contrazione dei materiali. Contemporaneamente anche il pigmento dell’affresco della volta absidale sembra aver parzialmente ripreso alcune delle tonalità perse. In questo caso avevamo ipotizzato la presenza di qualche tipo di microrganismo che avesse potuto prosperare grazie alle mutate condizioni microclimatiche. Si potrebbe ipotizzare un effetto positivo anche su questo aspetto del problema dovuto alla stabilizzazione del microclima.
Resta comunque da analizzare in maniera scientifica quanto sta accadendo e i suoi effetti, in modo che si possa trovare una soluzione stabile e duratura che scongiuri qualsiasi potenziale pericolo. A tal fine ho preso personalmente contattato col dipartimento di Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’Università di Urbino al fine di ottenere una consulenza e spero di ottenere un sopralluogo quanto prima. Al momento, comunque, la situazione sembra stabile e meno preoccupante di qualche mese fa. Ciò, ovviamente, non autorizza alcun tipo di rilassamento perché la tutela di questo bene preziosissimo deve essere una priorità assoluta.

Luca Craia

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