martedì 4 aprile 2017

Il vicesindaco e la smania della medaglia. Il caso elicotteristico di Prada.



Non ci volevo scrivere perché, in tutto franchezza, pubblicare quasi un pezzo al giorno per dimostrare l’inadeguatezza del vicesindaco di Montegranaro sta diventando troppo facile e per niente divertente, come sparare sulla Croce Rossa; e, siccome scrivo prevalentemente per mio diletto, sto cercando di evitare la cosa in quanto non mi dà più soddisfazione. Purtroppo, però, il nostro ne fa una nuova ogni due per tre, e resta difficile passarci sopra. L’ultima è bellissima: si vanta del fatto che Prada costruisca un eliporto per la propria azienda a Montegranaro.
Ci sono due motivi per giudicare risibile questa ennesima auto-attribuzione di paternità. Prima di tutto non si capisce che ci sia da gioire, visto che si tratta di una struttura privata che potrà eventualmente essere utilizzata a uso pubblico in caso di emergenza. Ricordiamo, però, che Montegranaro già possiede un’elisuperficie pubblica davanti l’ospedale e si può sempre utilizzare quella che, oltretutto, è stata inaugurata una quindicina di volte. Ricordiamo inoltre che ci sono ben due campi sportivi su cui far atterrare un elicottero. Quindi tutta questa urgenza di avere un nuovo spazio utilizzabile come aviosuperficie pubblica non mi pare che ci sia. E quella di Prada non è pubblica.
Secondo motivo per cui ridere è che l’eventuale merito non spetta certo al Vicesindaco e nemmeno alla sua compagine. Il progetto di cui l’elisuperficie è parte integrante di un disegno più ampio che è stato approvato nel periodo in cui era Sindaco Gismondi, il quale non ha mai nascosto di essersi adoperato perché la cosa fosse fattibile. È un progetto, quello sì, utile a Montegranaro non perché fa atterrare elicotteri ma perché porta posti di lavoro in un momento difficilissimo.  Lo ricorda puntualmente anche Il Resto del Carlino di ieri, stabilendo chiaramente la paternità della cosa nella figura dell’ex Sindaco Gismondi. Quindi quale sia il ruolo del Vicesindaco in questa vicenda rimane poco chiaro.
Fatto sta che la visita quotidiana al profilo Facebook di Ubaldi rivela spesso divertenti sorprese. Tutti ricordiamo il teatrino degli sbotti di fiele contro il Presepe Vivente, oppure i frequenti attacchi, diretti e non privi di cattiveria, contro cittadini rei di non essere in linea con l’ubaldipensiero (io ne sono stato spesso protagonista; mi ha chiamato bruttarello, pelato, venditore di quaderni, stalker e in una lunga serie di altri epiteti che tralascio e che vi lascio immaginare quanto mi abbiano prostrato).
Poi ci sono le medaglie.
Quando c’è da attaccarsi una medaglia, il Vicesindaco non resiste: “di chi è questa medaglia? Mia!”. Così diventa suo il merito di ogni cosa che non venga specificamente rivendicata. Non perde tempo a farsi la foto nelle iniziative benefiche in cui non c’entra nulla e, ogni qual volta si presenti l’occasione di attribuirsi la paternità di qualcosa, coglie al volo l’occasione. Del resto è questa la nuova politica, una politica dell’apparire, magari senza fare, e di questo Ubaldi è un interprete formidabile. Peccato che, molto spesso, ci sia qualcuno a sgamarlo. Ma, come egli stesso dice, l’importante è che si parli di lui, poco importa cosa si dica.

Luca Craia

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