venerdì 7 aprile 2017

Laghetto: voglia di complicarsi la vita, mancanza di volontà o disegni precisi (e sbagliati)?



La festa delle Associazioni del 2013
È impreciso il giornalista del Corriere Adriatico quando parla di chiusura del parco del Chienti, l’area intorno al laghetto del Torrione di Montegranaro, per mano del Commissario Prefettizio. In realtà il Commissario si limitò a far recintare lo specchio d’acqua, mentre l’area rimase aperta e perfettamente utilizzabile. La chiusura, con tanto di lucchetti, è avvenuta successivamente per volontà dell’Amministrazione Comunale guidata da Ediana Mancini, e la questione non è legata alla sicurezza, che era comunque stata garantita dalla recinzione del lago, ma dalla volontà incomprensibile (o forse comprensibilissima ma difficile da spiegare) di dare l’area in gestione a un privato.
Anche questa soluzione, per quanto tutt’altro che ideale, avrebbe potuto essere molto più snella e veloce, ma qualcosa deve essere andato storto e tutto si è fermato, con la conseguenza di aver perso la fruibilità dell’area per tre lunghissimi anni. L’area, ricordiamolo, precedentemente era curata dalla Protezione Civile e risultava costantemente manutenuta e in ordine. Con l’Amministrazione Mancini la Protezione Civile ha perso la gestione che non è stata affidata a nessuno, con i risultati che tutti vediamo: una nuova area di profondo degrado.
I cittadini, in tutto questo giochino incomprensibile, sono quelli che ne fanno le spese. Se prima c’era un parco dove fare scampagnate, pic nic, manifestazioni, dove era possibile recarsi e trovare spazi curati, oggi c’è una distesa di erbacce che non cura nessuno. Tutto questo perché la volontà politica è di dare in gestione lo spazio ai privati, con vantaggi che, in verità, sfuggono, a meno che non si pensi a quelli dell’eventuale privato.

Luca Craia

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