giovedì 20 aprile 2017

Ponte dell’A14. Indagati i vertici della ditta. L’autostrada la dovevano chiudere loro?



Come volevasi dimostrare: apprendiamo che, nel registro degli indagati per il crollo del cavalcavia dell’A14 che, ricordiamolo, uccise due coniugi che passavano tranquillamente in autostrada senza poter immaginare che un ponte gli potesse cadere sopra, ora figurano dei nomi. E questi nomi sono tutti della ditta Delabech, che eseguiva i lavori. Si ipotizzano i reati di disastro colposo e di omicidio colposo plurimo, ovviamente, ma le responsabilità, a quanto pare, restano circoscritte a chi eseguiva i lavori. Ovviamente è obbligo degli inquirenti indagare sui primi anelli della filiera degli interventi e delle decisioni su quel cavalcavia maledetto, ma sembra che ci si stia concentrando solo su questi.
Si parla, finalmente, anche delle responsabilità inerenti all’aver lasciato aperto il traffico in autostrada durante lavori così delicati. Il punto è che anche qui l’ipotesi sembra essere che la Delabech non abbia informato la Pavimental, società per la quale lavorava in subappalto, della necessità di chiudere il tratto. Quindi Pavimental e Autostrade per l’Italia sarebbero scevre di colpe. L’ipotesi sembra la solita soluzione all’italiana, quella che prospettavamo da tempo, ossia quella che a pagare sono gli elementi più deboli.
Ricordiamo, comunque, che la Pavimental, che aveva l’appalto e lo aveva girato alla Delabech, è un’azienda che appartiene alla holding Atlanta, alla quale partecipa anche Società per l’Italia. Che a pagare, quindi, alla fine siano i soliti poveracci pare normale, la soluzione più semplice.

Luca Craia

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