martedì 9 maggio 2017

9 maggio Giorno della Memoria delle Vittime del terrorismo. Passa via in silenzio.



Il 9 maggio 1978 veniva fatto trovare dai suoi carnefici il cadavere di Aldo Moro, in via Caetani, a Roma. A ucciderlo fu l’organizzazione terroristica criminale chiamata Brigate Rosse. Dal 2007, nella data del 9 maggio, ricade per legge il Giorno della Memoria delle Vittime del terrorismo. Per vittime del terrorismo si intendono le donne, gli uomini e i bambini caduti sotto i colpi della barbarie umana finalizzata al controllo delle masse tramite il terrore per motivi politici, economici e, comunque, criminali. Quindi oggi si commemorano le vittime del terrorismo marxista, fascista, mafioso, religioso. Di tutti i terrorismi.
Oggi ci saranno diverse iniziative per commemorare questi innocenti. Poche. Silenziose, Nascoste. È in corso una cerimonia in Senato, qua e là per l’Italia qualcuno si sta certamente ricordando di questa ricorrenza, ma la stampa ufficiale quasi non la nomina, nessuno ne parla, pare quasi che ci si vergogni di qualcosa. E c’è molto di cui vergognarsi.
A partire dal caso Moro, mai risolto veramente, omicidio di Stato quasi sicuramente, ma anche omicidio politico di cui gli eredi del marxismo preferiscono non tenere memoria. Le stragi del terrorismo nero, San Benedetto Val di Sambro, piazza Fontana, Bologna. Ci sono anche i figli di questi delinquenti al potere oggi. Le stragi di mafia, i martiri patrioti. È forse meglio dimenticare tutto questo, forse perché oggi lo Stato è contaminato fino al midollo di queste genie di criminali assassini.
Oggi il terrorismo fa ancora paura, ma viene da lontano, non è il nostro terrorismo. Il nostro è stato di una crudeltà disumana, ignobile, vigliacco, ha ucciso indiscriminatamente cittadini e politici, servitori dello stato e personaggi scomodi. Un terrorismo, quello italiano, che non si è mai capito fino in fondo perché non lo si vuole capire, perchè non lo si vuole far capire, perché capirlo significherebbe portare alla luce cose che devono rimanere ben nascoste, per la ragion di Stato, per la salvaguardia di una classe politica degenerante e degenerata, incancrenita sulle sedie del potere.
Oggi si celebra in silenzio, sperando nell’oblio che ne consegue, facendo affidamento sulla memoria corta, sul disinteresse, sull’informazione pilotata verso altri argomenti meno imbarazzanti. Io non voglio dimenticare il terrorismo italiano. Mi fa ancora paura, il terrorismo italiano, quanto quello religiosi di questi infausti giorni. Mi fa paura questo silenzio. Significa tante, troppe cose.

Luca Craia


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