martedì 16 maggio 2017

Comi: “il PD ascolta i terremotati”. Allora si vede che non capisce.



Stupefacente la faccia tosta del Segretario Regionale del Partito Democratico, Francesco Comi, che oltretutto è anche membro della Direzione Nazionale che, in una nota diffusa oggi, si permette di dichiarare: ''Il Pd con i suoi amministratori locali, regionali, i parlamentari ogni giorno, senza tregua, senza bandiere, non senza difficoltà di fronte a quanto è accaduto, è impegnato ad affrontare l'emergenza terremoto. Domenica, l'ennesima di tante più anonime, sarà una occasione ulteriore per ascoltare, con umiltà, senso di responsabilità, senza enfasi, con la voglia di fare sempre meglio per il bene di tutti''.
Sono parole impegnative e forse Comi non se ne rende conto. Se è vero quello che il Segretario afferma, infatti, vuol dire che siamo di fronte a un totale fallimento, dal quale egli per primo, ma dopo di lui tutti i vertici del partito, sia interni che istituzionali, dovrebbero ammettere la loro incapacità e dimettersi. Perché se è vero che esiste questo impegno è altrettanto vero che i cittadini non ne hanno visto traccia. Questo può soltanto voler dire che questo impegno è sprecato, non produce frutti, è totalmente sterile.
Comi dovrebbe sapere che, a nove mesi dal terremoto, non si sono tolte nemmeno le macerie,  non c’è traccia di ricostruzione leggera, quella pesante nemmeno la si pensa. Nel frattempo c’è il disastro degli sfollati, la diaspora delle imprese produttive, la desertificazione di gran parte del cratere. Se di questo Comi non si è accorto, si vede che sta ascoltando altre cose o non capisce quello che ascolta. Oppure lui, il presidente Ceriscioli, gli amministratori regionali, i membri del governo, il segretario nazionale del PD ci stanno allegramente prendendo per i fondelli.

Luca Craia

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