lunedì 22 maggio 2017

Il Pd in maglietta gialla. Iniziativa promozionale che ha fatto più danni che benefici. Renzi: armiamoci e partite.



Hanno seguito le istruzioni del capo, i membri del PD che ieri sono andati nelle zone del sisma. Ci sono andati senza le magliette, troppo visibili, troppo provocatorie. Hanno fatto un po’ di scena, hanno visitato qualche amico, qualcuno che li ha lasciati fare, hanno evitato con cura le zone calde, le aree dove il rischio di portare a casa un po’ di macerie dopo che qualcuno te le ha tirate addosso era troppo alto. È soddisfatto, Francesco Comi, segretario del Pd marchigiano: “Lontani dalle polemiche, il nostro intento è propositivo e costruttivo. La presenza dei nostri rappresentanti nei centri colpiti dal sisma, non solo oggi, ma più anonimamente ogni giorno, senza tregua e senza bandiere, lo dimostra”.
Un’iniziativa che ha lasciato piuttosto perplessi molti militanti, anche perché Renzi, vista la malaparata, non si è visto, in una sorta di “armiamoci e partite” che lo fa assomigliare sempre più a un ducetto del 2000. Un’iniziativa che certamente non ha giovato all’immagine del partito, già fortemente danneggiata dall’operato dei suoi rappresentanti politici nelle alte sfere regionali e nazionali, che certamente non ha dato prova di efficienza, lungimiranza, capacità a meno che non si pensi, come pare sempre più lecito pensare, che ci sia un altro disegno da perseguire, nel cui caso, allora, avrebbero agito bene, nella loro ottica.
Comunque è andata bene. Comi è contento, credo soprattutto perché non si è fatto male nessuno, Renzi non ha rischiato nulla tranne un altro po’ di popolarità, della quale sembra preoccuparsi sempre meno, chissà se per stupidità o per consapevolezza che, ormai, non serve più. Fatto sta che oggi, lunedì, non è cambiato nulla. Né ci si aspettasse niente di diverso. E se qualcosa si muoverà, perché dicono che si muoverà, sempre che si muoverà, non sarà certo perché domenica 20 maggio dei personaggi in maglietta gialla senza maglietta gialla sono andati a farsi un giro nel cratere.

Luca Craia

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