giovedì 11 maggio 2017

Italiani cattivi e razzisti. Ma non sono stati gli Italiani. Ma se gli Italiani tengono i figli così glie li levano.



Dunque pare non siano stati i cattivissimi razzisti italiani, quelli senza cuore, quelli che non vogliono gli stranieri e che li costringono a delinquere, come dice l’illuminato don Vinicio Albanesi. A dare fuoco al camper e ad assassinare tre innocenti sono stati altri stranieri per questioni interne al gruppo di etnia Rom di cui le vittime facevano parte. Non toglie un millimetro di orrore alla vicenda, questa notizia, alla quale penso da ore rovinandomi il tempo, ma almeno mi solleva dai sensi di colpa immotivati che qualche benpensante dalla sentenza facile, specie quando si tratta di mortificare i suoi stessi connazionali, vorrebbe inculcarmi.
Non c’entra niente il razzismo, che è un fenomeno presente in Italia ma da quale, diciamolo una volta per tutte, è immune la gran parte degli Italiani, lasciandolo a un manipolo di povere menti, pericolose senz’altro ma che non possono identificare un intero popolo. In questo caso gli Italiani pare non c’entrino niente, e questa è una tragedia nella tragedia per i soliti radical che non aspettano altro per riempire i giornali di sermoni laici e crearsi un po’ di visibilità gratuita. Anzi, è una contraddizione ai loro stessi enunciati e mi pare possa creare loro un imbarazzo a cui non sono abituati.
Le colpe, quindi, di chi sono? Certamente dell’autore di questo crimine efferato, che si spera venga identificato e punito a dovere e per il quale spero di vedere sorgere i soliti comitati di protesta e vedere scorrere per le strade le consuete fiaccolate. Ma io vedo altre colpe, e qui le attribuisco agli Italiani. Sono le colpe relative al lassismo col quale si lascia che un padre di famiglia, in quanto di etnia non italiana, possa far vivere i propri figli in una roulotte dove dormono diciotto persone, in condizioni igieniche inaccettabili. Figli che spesso non adempiono agli obblighi scolastici e vengono utilizzati per mansioni al limite della legalità. Le leggi non lo consentono, quelle leggi italiane alle quali è soggetto il Popolo Italiano. Ma, in questi casi, le leggi non contano.
Se un genitore italiano ha la disgrazia di non potersi permettere, anche per un breve lasso di tempo, una casa per la sua famiglia, rischia che gli venga tolta la patria potestà. In molti, troppi casi, vediamo nelle comunità Rom bambini tenuti come animali, bambini che non vanno a scuola, bambini che vivono in condizioni inaccettabili, che a volte vengono utilizzati per delinquere, bambini che non vengono lasciati vivere da bambini; ciononostante, le regole non vengono applicate.
Se fossero state applicate le regole, oggi, almeno due bambine sarebbero ancora vive. E qui la responsabilità è degli Italiani.

Luca Craia

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