sabato 27 maggio 2017

La dignità calpestata. Gli sfollati, i camping e l’incapacità di governare della Regione.



È una situazione disumana, vergognosa, che lede gravissimamente la dignità della persona, quella che si è venuta a creare nelle strutture di accoglienza della costa che hanno ospitato e continuano a ospitare gli sfollati del terremoto. Vengono trattati come morosi, come impostori, e tutto a causa di decisioni non prese, dell’eterno traccheggiamento, della profonda e assoluta incapacità di governo della Regione Marche.
Oggi si è saputo della lettera inviata alle autorità in materia di sisma dal camping Nuovo Natural Village di Porto Potenza Picena. Nella missiva si richiede un incontro urgente con i vertici della Regione e della Protezione Civile per venire a capo di questa paradossale situazione in cui i titolari delle strutture hanno necessità di liberarle per non compromettere la stagione turistica e la Regione, alla fine di maggio, non è ancora stata in grado di offrire una soluzione alternativa sia agli sfollati che ai proprietari dei residence.
Nel contempo gli ospiti terremotati vengono sollecitati a “liberare le strutture (…) occupate entro la data del 31.05.2017”. In caso contrario, minaccia la direzione del camping, “ci vedremo costretti ad applicare ai nostri ospiti i normali listini prezzo, con precisazione che si renderà necessario (sempre a far data dal 1 giugno 2017) di anticipare settimanalmente quanto dovuto per il soggiorno all'interno della nostra struttura”.
È una posizione dura, quella del camping, che viene però spiegata con la necessità di dare risposte “alle giuste aspettative di persone duramente colpite dai catastrofici eventi naturali degli scorsi mesi ma anche atte a tutelare privati che hanno investito diversi milioni di euro per rilanciare l'immagine di Potenza Picena, garantendo occupazione e reddito alle famiglie locali e all'attività terziaria di questa destinazione turistica grazie a 100.000 presenze turistiche all'anno”.
Gli ospiti vengono in questo modo fortemente mortificati nella loro dignità, ma è anche vero che le motivazioni addotte sono comprensibili. Quello che non si comprende è cosa voglia fare la Regione, che sapeva benissimo del rischio che questa situazione rischiasse di esasperare e così è stato. Una guerra tra “poveri”, generata da una politica miope, irrispettosa e vergognosamente incapace, in cui le vittime sono persone che già hanno subito abbastanza sofferenze per doverne subire di nuove per mano di chi ha il preciso dovere di tutelare i propri amministrati.

Luca Craia

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