lunedì 29 maggio 2017

La trasparenza a Montegranaro. Quella promessa e quella attuata.



La trasparenza e la partecipazione erano le note distintive, almeno in campagna elettorale, della coalizione che poi vinse le elezioni del 2014 e ora governa Montegranaro. L’accusa collegata a queste dichiarazioni programmatiche era rivolta ai precedenti amministratori che, secondo Ediana Mancini e i suoi alleati, non avevano governato coinvolgendo i cittadini e, soprattutto, non erano stati affatto trasparenti.
Oggi sono passati esattamente tre anni dall’insediamento dell’amministrazione Mancini-Ubaldi e possiamo verificare come questi intenti siano stati attuati. E possiamo dire che sia la trasparenza che la partecipazione sono rimaste solo sulla carta. Le decisioni vengono prese esclusivamente in Giunta, nemmeno i Consiglieri Comunali di maggioranza vengono coinvolti nelle scelte amministrative fondamentali, relegando il ruolo del Consigliere a un mero esercizio del voto in Consiglio. Se ne sono lamentati a più riprese diversi consiglieri, la stessa SEL è uscita dalla maggioranza anche per questo motivo e il problema è stato più volte sollevato anche dal Presidente del Consiglio Comunale. Ciononostante il modus operandi sembra continuare a essere questo.
In quanto ai cittadini, non esistono commissioni aperte, non esistono i Consigli di Quartiere, ai cittadini si presentano progetti e bilanci solo dopo che questi hanno assunto definitività. Il bilancio non è partecipato ma soltanto comunicato alla cittadinanza tramite incontri atti a illustrarlo, non a discuterlo. I progetti vengono imposti, come quello per viale Gramsci. Non c’è coinvolgimento dei cittadini né delle associazioni in gran parte delle decisioni prese.
Per quanto riguarda la trasparenza non andiamo meglio. Tutti ricordiamo il caso dell’antenna Vodafone, in cui l’amministrazione ha tentato di far passare in sordina l’installazione dell’apparecchiatura salvo poi muoversi, oltretutto con estrema lentezza e senza convinzione, solo dopo che la popolazione e l’opposizione hanno intrapreso iniziative importanti per bloccare il progetto. Oggi vediamo come nemmeno sul caso Project l’amministrazione Mancini intenda fare chiarezza, bocciando senza motivazioni accettabili la proposta del Movimento 5 Stelle di istituire una commissione per chiarire cosa sia successo. Tutti d’accordo per la proposta pentastellata ma la maggioranza la boccia, assumendosi di fatto la totale responsabilità della vicenda. A questo punto c’è da chiedersi cosa si intenda, da parte dell’amministrazione Mancini-Ubaldi, con il termine trasparenza, perché la definizione che conosco io non sembra combaciare con il concetto da loro espresso con i fatti.  

Luca Craia

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