mercoledì 17 maggio 2017

Parte la ricostruzione, secondo Ceriscioli. Ecco cosa fare. Campagna di informazione (tardiva). Ma le SAE, se va bene, a ottobre.



Oltre l’emergenza c’è ricostruire quello che è stato danneggiato. Ci sono le risorse economiche, le regole, i percorsi, gli uffici: tutto si è avviato. Già una quindicina di progetti sono stati approvati, su 92 presentati, quelli della ricostruzione leggera sono pochissimi nel contesto generale però è il segno di qualcosa che parte”. Parola di Luca Ceriscioli che stamattina ha presentato in Regione ha presentato la campagna di comunicazione per gli interventi di ricostruzione pesante della Regione Marche. Come sempre arriva prima la comunicazione dei fatti ma, secondo il Presidente della Regione Marche, stavolta si muove qualcosa. Sarebbe anche ora, visto che il terremoto è avvenuto nove mesi fa e fino a oggi si è visto muovere solo le lingue e spesso a sproposito.
La ricostruzione pesante” ha spiegato Ceriscioli “era l’anello che mancava per poter dire al cittadino, si tratti di impresa o danno leggero o pesante, che può ripartire”. Mancherebbe anche l’anello della ricostruzione leggera ma questi interventi “sono pochissimi nel contesto generale”, e se lo dice lui…
Arrivano anche le casette, che dovevano prima arrivare in primavera, poi ad agosto e infine adesso apprendiamo che “la stragrande maggioranza delle Sae per ottobre saranno pronte perché il grosso delle approvazioni che spettano ai comuni, cioè la consegna delle aree e l’approvazione del layout, è avvenuto tra metà aprile e inizio maggio”. Tutta colpa dei Comuni, quindi, la Regione non ha peccati.
Dunque, secondo il Presidente, si parte con la ricostruzione. Dopo la riparazione dei danni lievi, quindi, si va quindi al recupero o alla ricostruzione degli edifici gravemente danneggiati o distrutti dal terremoto, ovviamente con miglioramento sismico. Ma ci sono delle modalità precise.
“Le misure riguardano sia gli immobili a uso abitativo sia le unità produttive dichiarate inagibili con ordinanza sindacale emessa a seguito di scheda AeDES o di dichiarazione di non utilizzabilità con scheda FAST e successiva scheda AeDES, che si trovano nei Comuni colpiti dal sisma, dentro e fuori l’area del cratere. Per le prime o seconde case dentro il cratere e per le prime case o seconde case che si trovano nei centri storici fuori dal cratere il finanziamento per le spese ammissibili è del 100 per cento. Per le seconde case fuori dal cratere che non si trovino nei centri storici il finanziamento è del 50% delle spese ammissibili” dice un comunicato stampa della Regione, che spiega: “tre gli adempimenti essenziali che il cittadino deve compiere: scegliere un professionista iscritto all’elenco speciale tenuto dal Commissario straordinario, al quale conferire l’incarico per la progettazione e la presentazione di tutti i documenti necessari; presentare la domanda di contributo all’Ufficio speciale per la ricostruzione, avvalendosi del professionista; comunicare all’Ufficio speciale l’istituto di credito scelto per l’erogazione del finanziamento”.
Per ottenere il contributo, che copre il 100% delle spese, è necessario presentare domanda entro il 31/12/2017 e ultimare i lavori entro 24 mesi. La domanda va presentata all’Ufficio speciale per la ricostruzione, avvalendosi di un professionista, comunicando all’Ufficio quale Istituto di credito si è scelto per l’erogazione del finanziamento. Sono incentivati gli interventi su edifici interconnessi effettuati unitamente: gli edifici devono essere almeno tre, strutturalmente interconnessi tra loro.  È possibile presentare un’unica domanda di contributo, un unico progetto e affidare i lavori a un'unica impresa appaltatrice. In questo modo si possono ottenere benefici economici perché si possono avere vantaggi nell’erogazione del finanziamento, in base al numero degli edifici componenti l’aggregato edilizio su cui si interviene.
Quindi diamoci da fare e speriamo che il tempo delle chiacchiere sia finito. Scettici? Vedremo…

Luca Craia

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