giovedì 18 maggio 2017

Riapertura di San Serafino: strana comunicazione da parte del Comune. Forzatura Ubaldiana?


I calcinacci caduti sull'Altare durante la scossa del 30 ottobre. La chiesa era piena ed era stata lasciata aperta nonostante fossero evidenti i danni fatti dalle precedenti scosse.


Siamo abituati ai comunicati Luce de noatri che appaiono sulla pagina Facebook del Comune di Montegranaro. A dire il vero, ultimamente ne vediamo meno, anche perché pare che non sia stata rinnovata la convenzione col vecchio addetto stampa, forse per l’evidente conflitto di interessi tra il cronista e il portavoce, cose che si coniugano davvero male anche deontologicamente. Essendo quindi costretti a scriversi i comunicati da soli, cosa che richiede evidentemente uno sforzo cospicuo, ora ne vediamo molti meno rispetto al recente passato, sempre che, ogni qualvolta a Montegranaro capita qualcosa, arriva puntuale l’attribuzione del merito a se stessi da parte dei nostri amministratori.
Pare parecchio strano, quindi, che della chiesa di San Serafino e della sua apertura non abbiamo letto nulla se non stamattina sul giornale e solo dopo che ne ho parlato io ieri. Pare altrettanto strano che a tirare fuori la notizia, in maniera piuttosto particolare, se vogliamo, in piena invasione di spazi riservati alla Chiesa, sia stata l’ubaldiana Cristiana Strappa che ne ha parlato tra una giaculatoria e una litania durante il mese di maggio in parrocchia. Sembra quasi che non si volesse che la notizia trapelasse, che non si era pronti, e che l’area ubaldiana abbia voluto fare una forzatura. Infatti non è vero quello che dice il Corriere Adriatico stamattina, ossia che la Strappa si sia “lasciata scappare” la notizia. La Strappa è andata al mese di maggio con un documento scritto e lo ha letto ai presenti, tutt’altra cosa che farsi scappare una notizia.
Che ci sia fretta è evidente, anche dopo l’aut aut del Comitato Festeggiamenti San Serafino che si è detto pronto a bloccare la festa se la chiesa fosse ancora chiusa per ottobre. Ma che si volesse tenere la cosa ancora in serbo credo sia abbastanza chiaro. Del resto, se le cifre di cui si parla sono vere, ossia intorno ai 50.000 Euro, credo sia difficile che si possa fare un intervento che possa tranquillizzare chi frequenta la chiesa. Ricordiamo il tempio mostrava i segni che mostra ora già dopo le scosse di agosto ma fu chiuso solo a ottobre quando, dopo l’ultima scossa, sono caduti calcinacci sui fedeli. In realtà era già caduto del materiale ad agosto ma si fece finta di nulla con un colpo di scopa. Un comportamento preventivo da parte del Comune che lascia parecchio perplessi. Considerando la superficialità con cui si è lasciato aperto Palazzo Francescani per nove mesi e solo ora si prendono provvedimenti e solo a seguito di precise istruzioni dei Vigili del Fuoco, oltretutto lasciando impiegati e cittadini nel palazzo come se niente fosse, fa stare davvero poco tranquilli circa la scrupolosità con cui si evitano rischi inutili alla cittadinanza. Staremo a vedere.

Luca Craia

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