martedì 23 maggio 2017

Tutto in un calderone: la “ministra” mischia Falcone con Manchester



Due al prezzo di uno, le offerte speciali della barbarie umana. Mettiamo tutto insieme e facciamo i saldi, tanto gli alunni delle scuole italiane meno ne capiscono meglio è. Così stamattina, con folgorante opacità di pensiero, la nostra “ministra” (che termine orrendo, cacofonico), non resiste e, per dar prova di sè, coglie l’occasione delle celebrazioni per il venticinquesimo anniversario della strage di Capaci, cioè uno dei capitoli più bui della storia d’Italia, che andrebbe studiato, spiegato e rispiegato non per qualche minuto durante una commemorazione ma per giorni e giorni, in modo che rimanga impresso nelle giovani menti come monito. Coglie l’occasione, che tanto eravamo lì, con le facce giuste, quelle di rito, quelle che pare che ci è morto il gatto, e ci infila insieme il cordoglio per l’ignobile strage di Manchester appena accaduta.
In questa giornata importante, in cui in tutta Italia ricordiamo, insieme a migliaia di ragazze e ragazzi, le stragi di venticinque anni fa per dire no a qualsiasi forma di violenza, ho trovato giusto ricordare le vittime di Manchester all’arrivo a Palermo. Ho voluto dire alle studentesse e agli studenti che era successa una cosa grave e violenta per rafforzare in loro la convinzione che ogni forma di violenza va contrastata. Anche questa è scuola. Per lo stesso motivo chiediamo un minuto di silenzio alle 12.00 in tutte le scuole, per portare il pensiero a quelle giovani e quei giovani che erano ad ascoltare un concerto. E che mentre ascoltavano un linguaggio di pace, la musica, sono rimasti vittime di questa grave violenza”. Questo è quanto contenuto nella circolare “urgentissima” fatta pervenire nelle scuole italiane questa mattina. Questo è quanto è stato letto, in maniera vagamente littoria, in tutte le scuole d’Italia.
Cosa ci avranno capito gli studenti italiani? Secondo me niente. Una gran confusione tra stragi di stampo completamente diverso, tra matrici opposte, tra storie complesse che andrebbero analizzate e narrate dettagliatamente per capire, per evitare futuri errori. Perché questa è la scuola, Ministra. La scuola è prima di tutto una maestra di vita, non solo di nozioni. La scuola insegna la storia per imparare dal passato, la scuola insegna il pensiero filosofico per imparare a ragionare. Questi fatti sono completamente diversi tra loro, sono fatti gravissimi che meritano rispetto, attenzione, tempo. Non dieci minuti con un messaggio urbi et orbi (rubo la frase da una cara amica insegnante). Non ci si mette tranquilli, dopo una strage di ragazzini, pensando a una strage di mafia, con un minuto di silenzio. Questa non è e non deve essere la scuola.

Luca Craia

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