martedì 23 maggio 2017

Via pure l’Ente Parco da Visso? La strategia della desertificazione continua.



Come si desertifica un’area? Si potrebbe buttarci una bomba atomica, si potrebbe fare un’azione di forza, rastrellarne gli abitanti e deportarli tutti, si potrebbero fare tante belle azioni nazistoidi e la cosa sarebbe semplice e veloce. Ma non è possibile agire in questo modo, ancora no, per lo meno. In soccorso ci arriva un bel terremoto, che non avrà l’effetto della bomba atomica ma ci va vicino e, comunque, ci dà la possibilità di deportare tutti, o quasi, senza dover per forza fare i nazisti. Poi abbiamo anche la fortuna che ci crolla mezza montagna sulla strada principale, cosa molto utile per finire di massacrare l’economia locale.
Però qualcosa bisogna pur fare, non possiamo mica pensare che ci pensi la natura da sola. Allora ritardiamo un bel po’ la consegna delle casette, così chi voleva tornare si fa passare certi pensieri bislacchi. Non togliamo le macerie, portiamo la scuola lontana lontana, creiamo un sacco di problemi a chi è rimasto, tra permessi, timbri, denunce. Poi che è che c’è a Visso? La sede del Parco dei Sibillini? E allora portiamo via pure quella, c’è Norcia che la vuole da un sacco di tempo. Diciamo che è una cosa provvisoria e poi si sa, in Italia le cose provvisorie diventano definitive e quelle definitive cascano giù.
Dice: magari gli facciamo pure un piacere a portargli via il Parco. E no, il parco rimane, va via la sede, vanno via gli uffici, ma il parco rimane a creare ulteriori problemi. Però la sede, gli impiegati, la gente che ci deve andare, tutto a Norcia. A Visso non ci deve stare più nessuno. Nemmeno quel matto di un Sindaco che si arrabbia tanto. Prima o poi un sistema per azzittirlo lo troviamo. Gli irriducibili? Anche loro, alla fine, si dovranno arrendere. Quando non ci sarà più rimasto niente da difendere, per cosa combatteranno?

Luca Craia

(foto Fausto Pacifici)

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