lunedì 19 giugno 2017

Braccialetti discriminatori, dignità e responsabilità




Ha fatto scalpore la notizia, diffusa dal notiziario online Picchio News, che un residence ha fatto indossare dei braccialetti azzurri agli sfollati per distinguerli dagli ospiti paganti. Intendiamoci, anche gli sfollati sono paganti, ma per loro paga la Regione Marche e, evidentemente, paga meno rispetto a quello che corrispondono i turisti.
Andrebbe precisato che sono molte le strutture ricettive ad adottare il sistema dei braccialetti di diversi colori per distinguere le varie tipologie di ospiti, per esempio tra chi usufruisce della mezza pensione da chi della pensione completa o che ha diritto all’uso di determini servizi accessori piuttosto che no. Posto che, comunque, il sistema è discriminatorio e irrispettoso anche per gli stessi turisti e fossi io un ospite pagante di una struttura che mi obblighi a indossare un braccialetto per indicare, in qualche modo, anche il mio status sociale, me ne andrei il giorno, dopo, resta il fatto che la prassi, per quanto deprecabile, pare sia consolidata.
Però rimane irriguardosa e lesiva della dignità degli sfollati. È fortemente irriguardosa, a pensarci bene, e invito ognuno dei miei lettori a cercare di immedesimarsi in una di queste persone che hanno perso la casa, i propri beni, la propria socialità, che hanno visto sconvolta la propria esistenza e, tra le tante bastonate devono subire anche quella di essere indicati come diversi, identificati visivamente da chiunque come sfollati. E se, nell’ottica della struttura ospitante, questo è organizzativamente normale (posto che, come detto sopra, normale non mi sembra per niente), rimane il nuovo oltraggio alla dignità di queste persone.
La responsabilità, però, di chi è? Mi pare evidente: di chi è arrivato all’estate, dopo tante promesse, dichiarazioni, menzogne e sta permettendo che tutto questo accada. La responsabilità è di chi, in dieci mesi non è riuscito a dare una sistemazione dignitosa a queste persone, ancora non ha portato le SAE nei paesi terremotati, ancora non ha spostato una pietra. La responsabilità è in chi sta portando avanti una politica di distruzione sociale delle zone terremotate, una politica di desertificazione, una politica di una disumanità comparabile solo ad antichi ricordi storici che vorremmo tutti scacciare dalla mente. La responsabilità non è della struttura ospitante che, comunque, bene farebbe a rivedere i propri sistemi di identificazione degli ospiti. La responsabilità è puramente e totalmente politica.

Luca Craia

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