mercoledì 7 giugno 2017

Eros Marilungo a testa bassa: “voglio risposte, qui c’è un danno all’ente”.



Ci è rimasto davvero male, Eros Marilungo, delle risposte piccate ed evasive ricevute nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale di Montegranaro alle sue domande sulle disfunzioni constatate nei servizi accessori della raccolta rifiuti. Le risposte date dal Sindaco e dall’assessore competetento, Roberto Basso, in effetti sono sembrate a tutti, come minimo, fuori tema, evasive e, soprattutto, i due sono parsi stizziti, infastiditi. Eppure le domande del capogruppo di Sel erano precise e circostanziate, non ledevano in alcun modo l’interesse e l’immagine della maggioranza ma tutelavano l’interesse del cittadino.
È per questa insoddisfazione che Marilungo ha protocollato, il 1 giugno 2017, una vasta documentazione, indirizzata a Giunta, Consiglieri Comunali e funzionari dei settori competenti, sullo stato di degrado delle caditoie, delle griglie, dei marciapiedi, dei pozzetti e dei bagni pubblici, con un dettagliato corredo fotografico, riproponendo con forza i questiti già espressi, quesiti che credo meritino risposta e siano di interesse per tutti i cittadini di Montegranaro che, secondo Marilungo ma con ogni evidenza, stanno pagando un servizio che non viene erogato.
Infatti la ditta che ha ricevuto l’incarico di gestire la raccolta dei rifiuti montegranaresi ha, per contratto, altri obblighi accessori che non sono di minore importanza. Eros Marilungo li elenca e ne contesta la non applicazione. Sono quattro i disservizi denunciati dal Consigliere Comunale di opposizione:
1) la mancata pulizia dell’unico bagno pubblico esistente in paese, quello posto sotto largo Conti. L’articolo 86 del contratto con la ditta ne stabilisce il lavaggio quotidiano e la sanificazione settimanale, cosa che non è avvenuta per oltre un anno e tutt’ora avviene in maniera assolutamente sporadica;
2) la mancata manutenzione di cunette stradali, caditoie, griglie che, in base all’articolo 78 del contratto, devono essere liberate da sporco e detriti almeno due volte l’anno, cosa che non è stata mai fatti in quasi tutto il territorio comunale;
3) lo spazzamento dei marciapiedi e la sistemazione delle aiuole, come previsto dall’articolo 79, compresa l’eliminazione delle sterpaglie e delle erbe infestanti, cosa anch’essa mai effettuata;
4) c’è una persona che il Comune ha incaricato per controllare che tutto quello di cui sopra venga fatto, una persona che percepisce un compenso per questo e che, viste le carenze evidenziate, non ha finora controllato e applicato il regolamento, pur conoscendolo molto bene visto che lo ha anche realizzato.
Così Marilungo ribadisce le domande già formulate, e le fa a tutto il Consiglio Comunale e ai dirigenti. In sostanza, quello che si chiede è come mai non si applicano le sanzioni previste dall’articolo 16 del contratto e, soprattutto, così facendo, non si crea un danno all’ente? È una domanda molto pesante, perché configura non solo una questione politica ma anche giudiziaria, qualora si inquadrasse il tutto in qualche tipo di danno erariale. Dice Marilungo: “applicando le penalità previste si potrebbe avere un quantitativo di soldi che si potrebbero investire nella pulizia del paese o nella sistemazione di quelle strade rurali che sembrano giungle o piste da cross”.
Ci ha lavorato sodo, Eros Marilungo, su questa comunicazione, impegnandoci l'intera domenica 28 maggio in una perlustrazione meticolosa del territorio, e ha prodotto una vasta documentazione anche fotografica che non lascia dubbi sulle inefficienze denunciate. Il suo ragionamento è di una logicità disarmante e non si capisce perché il governo del paese debba glissare piuttosto che pretendere il giusto risarcimento per dei servizi dovuti, pagati e non effettuati. Vale la pena ricordare che i soldi gestiti dall’Amministrazione Comunale sono dei cittadini e se il Comune ha diritto a percepire delle penali non può esimersi dall’esigerle. Ora vedremo i successivi sviluppi. Intanto, un plauso a Marilungo per il lavoro svolto.

Luca Craia

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