giovedì 29 giugno 2017

Governo in testa coda: l’immigrazione è un problema. Fulminati sulla via di Damasco?

Le rese di coscienza, ancorché tardive, vanno accolte con gaudio e letizia. Così mi allieto nell’apprendere dell’improvviso cambio di rotta del Governo, che fino a ieri ragionava di ius soli e catechizzava l’universo conosciuto col concetto di accoglienza come necessità imprescindibile, e oggi alza la voce con l’Europa denunciando il fatto che, udite udite, abbiamo un grosso problema con l’immigrazione. Il cerume alle orecchie deve essersi sciolto con il caldo e improvvisamente si è udito il grido del Popolo Italiano che dice questa cosa da anni inascoltato; oppure deve esserci stata una sorta di illuminazione, una fulminazione sulla via di Damasco. L’importante è che ci si sia arrivati. Meglio tardi che mai.
Ma poi, alla fine, come ci saranno arrivati? Sarà un caso che, domenica scorsa, ci siano stati i ballottaggi delle amministrative e il PD abbia preso una batosta di quelle che te le ricordi finchè campi? Sarà un caso che ha vinto quella destra che, sarà pure becera e troglodita, come qualcuno del PD ama definirla (e certe volte ha pure ragione), ma in questo momento interpreta meglio, anzi, è l’unica che interpreta la reale situazione del Paese in termini di immigrazione?
Comunque prendiamo atto di due cose: la prima è che il PD finalmente capisce, qualsiasi sia il motivo di questa illuminazione, che con l’immigrazione gestita in questo modo ci stiamo massacrando e che le politiche fin qui seguite hanno fatto un disastro, anche se non lo ammetteranno mai. La seconda è che il Pd abbandona le ideologie di sinistra. Lo aveva già fatto per quelle buone, quelle che tutelavano le classi deboli e i lavoratori;; ora lascia anche quelle stupide. Un vantaggio c’è, non so quanto per loro.

Luca Craia

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