lunedì 19 giugno 2017

Il controattentato di Londra e la guerra tra civilità. Perchè lo ius soli e le ideologie sono dannosi.



Doveva capitare, prima o poi, ed è capitato. Alla violenza, generalmente, corrisponde altra violenza, specie se alla prima violenza, chi dovrebbe intervenire per contrastarla, non lo fa, attende, tergiversa, si aggroviglia tra mille ragionamenti, condizionamenti, ideologie. Il furgone che, a Londra, si lancia contro i fedeli musulmani di una moschea è la conseguenza dell’ignavia della politica europea che non sa prendere misure efficaci contro il terrorismo islamico.
I musulmani non hanno l’esclusiva sui matti. Abbiamo matti in abbondanza anche noi occidentali ed è andata bene che non fosse capitato ancora nulla del genere, almeno finora. Ma quando un intero popolo, un’intera cultura, un’intera società vive minacciata, nel terrore che un esaltato si faccia saltare in aria in mezzo alla gente o la accoltelli o la travolga con un camion, prima o poi qualcuno si mette in testa di reagire e, se a reagire non sono le istituzioni, la reazione diventa deprecabile e condannabile quanto la causa.
Si sta innescando un processo pericolosissimo, una sorta di potenziale guerra civile tra occidente e quell’oriente che abbiamo in casa e che non riusciamo o, forse, non vogliamo controllare. È conseguenza diretta delle politiche di accoglienza indiscriminata che ancora vengono promulgate, vedi il caso assurdo dello ius soli in Italia. Il senso di insicurezza che provano gli Europei è determinato dalla mancata risposta, da parte dei governi, all’istanza di sicurezza che arriva dalla gente, e tra la gente ci sono anche i matti che si lanciano sulla folla. E ce ne sono presumibilmente tanti, per cui ora sorge un altro grosso problema che si può arginare solo dando risposte concrete.
Occorre che i governanti scendano finalmente sulla terra e conducano con sé quelle masse di indemoniati ideologici che vivono nelle loro ville recitante e nulla sanno dei problemi veri che vive il ceto medio. Occorre che si prendano misure serie nella regolazione dei flussi migratori e nel controllo di chi già è inserito nel nostro tessuto sociale. Se si continuerà con gli astrattismi ideologicizzati, con la stasi decisionale e la vigliaccheria politica, andremo probabilmente incontro a un reale scontro tra civiltà e il campo di battaglia saranno le nostre città

Luca Craia

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.