venerdì 16 giugno 2017

Ius soli, razzismo di comodo e la sinistra che non c'è più.



Credo che lo ius soli sia l'ennesimo fumogeno acceso per dirigere aneliti e discussioni lontano dalle questioni reali. Senza approfondire in questa sede la questione, credo serva una regolamentazione seria del diritto alla cittadinanza che sia di tutela per tutti, senza però svendere cultura e identità.
Però ritengo quantomeno irritante che, in una situazione in cui le classi deboli si trovano in condizioni al limite della dignità, queste non trovino rappresentanze politiche e sindacali mentre tutti coloro che si ergono a tutori delle, appunto, classi deboli siano impegnatissimi nella difesa a spada tratta di un cavillo legale che, in realtà, non giova a nessuno.
Così come non giova a nessuno l'accanimento di certe frange ideologizzate che continuano imperterrite nell'accusa, assolutamente infondata, di razzismo verso il Popolo Italiano. Mi stimola in negativo quanto accaduto a Monte San Giusto, dove una congrega di personaggi sedicenti di sinistra si è premurata di "dedicare" le lotte contadine ai migranti, citando a più riprese la figura di Emmanuel, il Nigeriano ucciso a Fermo da un disadattato durante una lite scoppiata a causa di insulti razzisti. Si continua a usare la figura di questo pover'uomo come bandiera di un'ideologia naftalinizzata ma lesiva della dignità di un popolo che certamente razzista non è.
Ma, dalla stessa parte politica che una volta era l'estrema difesa delle classi deboli, non si leva una voce, non si alza un dito, non si prendono iniziative per operai, esodati, pensionati e tutti coloro che stanno perdendo dignità e diritti nel silenzio di istituzioni e organi di informazione. Evidentemente la visibilità data da un Nigeriano ammazzato o da discussioni sterili sullo Ius soli non è paragonabile con l'antica, ma necessaria più che mai, tutela delle classi deboli.
Luca Craia

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