martedì 13 giugno 2017

Marcorè, i concerti e i tempi del terremoto. Iniziativa inutile?

Molto probabilmente ci andrò anch'io a vedere qualcuno dei concerti organizzati da Neri Marcorè per la sua iniziativa Risorgimarche, tempo e lavoro permettendo. È una bella iniziativa, una splendida occasione per ascoltare buona musica immersi in panorami mozzafiato. Però ho la sensazione che siano sbagliati i tempi.
Se l'intento dell'attore marchigiano è di riportare turisti e visitatori nelle zone colpite dal terremoto, qualcosa decisamente non quadra. In questo momento l'area dei Sibillini ha ben altre priorità. Quando interi paesi sono ridotti a cumuli di macerie, evidentemente riportare i turisti serve a ben poco, anzi, potrebbe innescare meccanismi negativi.
Sarebbe stato diverso se la ricostruzione fosse già in atto e, magari, in stato avanzato. Se ci fossero state strutture ricettive regolarmente aperte, attività commerciali normalmente in funzione, infrastrutture pienamente agibili, l'iniziativa sarebbe stata un ottimo veicolo di rilancio per queste zone impoverite dalla furia della natura. Purtroppo, però, la situazione non è questa e lo sappiamo bene.
Portare migliaia di persone i luoghi in cui nemmeno le strade sono in grado di ricevere grandi flussi di traffico, dove ci sono pochi ristoranti aperti, pochissimi alberghi in grado di ricevere ospiti, può essere un'arma a doppio taglio. Non si capisce, quindi, la finalità effettiva di tutta l'iniziativa.
Portare turisti non serve in questo momento, essendo tutto gratuito non si raccolgono nemmeno fondi destinati a qualche tipo di iniziativa per la ricostruzione, anzi, tutta l'organizzazione ha dei costi che potevano invece essere utilizzati per azioni forse più concrete. Infine c'è anche la perplessità espressa da molti circa l'opportunità di convogliare tante persone in luoghi estremamente delicati da un punto di vista ecologico. Insomma, pur essendo lodevolissimo l'intento, evidentemente portato avanti in assoluta buona fede, sull'opportunità ci sarebbe molto da discutere.

Luca Craia

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