sabato 10 giugno 2017

Montegranaro ha il destino segnato? Serve una politica che inverta la tendenza o sarà in declino.



Non è la prima volta che tratto questo argomento ma vorrei tornarci perché non vedo alcun tipo di presa di coscienza del problema da parte di forze politiche e sociali, men che meno da parte del governo della città che pure è l’unico ad avere i dati reali e concreti in mano. Da quello che sappiamo, comunque, siamo in decremento demografico e questo dovrebbe essere sufficiente a far suonare qualche campanello di allarme che, invece, non suona. Del resto lo stesso bilancio consuntivo ha evidenziato come gli oneri di urbanizzazione previsti non siano stati raggiunti e, anzi, siano stati enormemente sovrastimati, segno inequivocabile che l’investimento edilizio sul territorio di Montegranaro è fermo. Questo è un indice preoccupante, in quanto significa non solo che la crisi ha falcidiato la capacità di investimento, ma anche che non c’è più popolazione a creare la domanda di mercato per i beni immobiliari.
Il decremento demografico di un paese che è sempre andato in crescendo comporta nel medio e lungo periodo conseguenze gravissime. Montegranaro è un paese che è cresciuto enormemente, oltre che disordinatamente, dal dopoguerra a oggi. L’espansione urbanistica è resa evidente dai tanti palazzi e dai tanti immobili cresciuti a ridosso delle mura del castello e, via via, a scendere lungo i crinali. Il centro storico ha vissuto il suo spopolamento già anni fa e ora le conseguenze, in termini di degrado, sono sotto gli occhi di tutti. Ma si sta rendendo altrettanto evidente lo spopolamento di aree immediatamente prospicenti il centro storico, col l’abbandono di opifici e di fabbricati di civile abitazione.
Il quartiere di San Liborio, fino a pochi anni fa popolosissimo e denso di attività e servizi, sta vivendo un declino che sembra inarrestabile: fabbricati fatiscenti, degrado urbano, declino economico stanno creando una lunga serie di problemi e quello che era il quartiere vip del paese. Per esemplificare è come se il contagio del male che affligge il centro storico si stia diffondendo. A causare questa situazione è il decremento della popolazione unita al calo ella qualità dei servizi che vedono zone più recenti offrire migliori opportunità. Ma, andando avanti con la tendenza demografica negativa, è più che lecito pensare che lo stesso problema andrà nel tempo a presentarsi anche in altre zone del paese. Del resto è logico: se ci sono più edifici che persone, gli edifici rimangono vuoti e degradano.
Il futuro di Montegranaro, quindi, appare decisamente fosco, anche perché la situazione economica non sembra essere destinata a migliorare in tempi brevi. Quindi l’appetibilità del paese anche in termini residenziali decade, non essendoci lavoro e non offrendo una qualità della vita paragonabile, ad esempio, ai centri della costa.
Occorre quindi mettere in campo delle politiche locali che riescano in qualche modo a tamponare questa situazione, cercando di attrarre investimenti imprenditoriali e incentivando non tanto le nuove edificazioni quanto il recupero del patrimonio edilizio esistente. Ma, al momento, non sembra che qualcuno si stia ponendo il problema. È molto preoccupante perché situazioni di questo genere possono avere evoluzioni rapide e, non intervenendo tempestivamente, le conseguenze possono essere davvero nefaste, trasformando un paese fino a ieri florido e pieno di vita in una città fantasma.

Luca Craia

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