sabato 10 giugno 2017

Ubaldi e il pappappero coi dissidenti che fecero cadere Gastone



Che Ubaldi si difenda, anche con toni un po’ sopra le righe, a questo punto ci sta tutta. Del resto Gismondi non glie le ha mandate a dire e il Vicesindaco di sempre, il Toto Cutugno della politica montegranarese, l’eterno secondo, si smarca come può, con argomenti poco convincenti, a dire la verità. Accusa Gismondi di avere la memoria corta ma lui stesso, in fatto di amnesie, sembra essere piuttosto messo male, visto che dimentica dieci anni di alleanza con Basso & Co e tutte le questioni che lo legano alle vicende del Sindaco di sempre.
Quello che però a me personalmente dà un po’ di orticaria è il continuo ritirare in ballo, in maniera puerile, come per una presa in giro a mo’ dei tempi dell’asilo, la questione del tradimento dei cinque nei confronti della Giunta Gismondi. Ubaldi fa il pappappero per una questione che rappresenta una delle pagine politiche più tristi e oscure della storia di Montegranaro, per il semplice fatto che i famosi cinque, che sono così simpatici al nostro vicesindaco, non hanno mai dato una motivazione convincente per la loro scelta di tagliare le gambe a Gastone. 
Le motivazioni del tradimento sono senz’altro politiche e il fatto che oggi, quelli di quei cinque, eccetto Basso, che sono rimasti in politica gravitano allegramente dalle parti di Ubaldi è emblematico. Fare il pappapero in queste condizioni ci disegna un personaggio bambinesco e per niente simpatico, dispettoso e prepotente. Ma, del resto, la descrizione calza a pennello.

Luca Craia

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