lunedì 17 luglio 2017

Il silenzio (a)social sui due milioni e mezzo. Imbarazzo o ricerca della scusa buona?



Potersi spendere quei due milioni e mezzo piovuti dal cielo farebbe gola a qualsiasi politico, specie nell’approssimarsi delle elezioni. È per questo che immagino che, in piazza Mazzini, a Montegranaro, abbiano stappato una bottiglia di quello buono per festeggiare quando è arrivata la notizia da Ancona che si aveva a disposizione una cifra del genere per ristrutturare il nostro massacrato municipio.
Poi, però, probabilmente qualcuno ha ragionato e deve aver detto agli altri che la faccenda non era così lineare come sembrava, che magari sarebbe stato difficile spiegare ai cittadini come mai, con tutti i problemi che vediamo ogni giorno relativamente alla gestione dell’emergenza terremoto, a Montegranaro, che non ha avuto danni serissimi dal sisma, arrivino tanti soldi, più di quello che, per esempio, arrivi ad Amandola che, di danni, ne ha avuti molti di più e molto più gravi. Ci dovrebbe essere un po’ di imbarazzo per questo, se si dispone di un minimo di coscienza e di capacità critica, così come, ragionando, sarebbe difficile spiegare come mai un progetto già finanziato nel piano comunale delle opere pubbliche per 500.000 Euro, ora che arrivano i soldi da Ancona diventa di 2.470.000.
Ecco, quindi, che passano i giorni ma non parla nessuno. L’amministrazione comunale più social della storia di Montegranaro non scrive una parola su Facebook, non fa un cencio di comunicato stampa, non porta a conoscenza la popolazione di questo fatto evidentemente importante. E qui non so se si tratti davvero di imbarazzo o di un modo per prendere tempo, per ragionare su come raccontarla, questa storiella.
Perché d’accordo che inaugurare il Municipio alla vigilia delle elezioni, magari con finiture preziosissime finanziate dalla cifra a disposizione quintuplicata, potrebbe far guadagnare un pacco di voti, ma bisogna stare attenti, che la gente una coscienza ce l’ha e ci potrebbe essere qualcuno che questa storiella non la vede così positivamente, che ci veda in realtà un’ingiustizia nei confronti di chi ha bisogni ben più impellenti dei nostri. E quindi si tace. Ma prima o poi toccherà parlare e, francamente, sono molto curioso di sapere come si porrà la questione. Vedremo.

Luca Craia

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