venerdì 14 luglio 2017

Piazzale Wojtyla spazio per droga e sesso: l’esasperazione dei residenti



Piazzale Wojtyla, è un po’ defilato: uno spazio nato per creare posti auto e collegare via Trinità a via Cardinale Svampa che rimane al margine delle strade principali del quartiere San Liborio, subito sotto la chiesa parrocchiale. Defilato, sì, ma densamente popolato: tutto intorno ci sono case e palazzi, e tanta gente che si è stancata di quanto accade in questo luogo pubblico, in un paese che dovrebbe essere tranquillo ma tranquillo non è.
È da tempo che i cittadini montegranaresi che vivono o lavorano vicino a piazzale Wojtyla denunciano una situazione insostenibile: droga, sesso all’aperto a tutte le ore, via vai di gente strana. Denunce inascoltate, purtroppo: i Carabinieri passano ma mai nel momento in cui certe cose accadono, la Polizia Municipale non si è mai vista e il Comune non ha mai nemmeno risposto alle tante segnalazioni.
Eppure la situazione sembra grave, almeno a quanto raccontano i residenti: c’è un via vai di gente strana, molti probabilmente non di Montegranaro. Scambi, macchine che si fermano e ripartono,

Eppure la situazione sembra grave, almeno a quanto raccontano i residenti: c’è un via vai di gente strana, molti probabilmente non di Montegranaro. Scambi, macchine che si fermano e ripartono, atteggiamenti preoccupanti. Poi ci sono le siringhe, le classiche siringhe utilizzate per iniettare stupefacenti, trovate in quantità in prossimità delle panchine. E il sesso, fatto senza preoccupazioni e pudore, sopra i cofani delle macchine in sosta o appoggiati da qualche parte, di notte e di giorno, incuranti di essere visti e delle proteste di chi, con un po’ di coraggio, ha fatto le sue rimostranze.
Qui occorrerebbero le telecamere, perché queste sono le situazioni in cui forse la videosorveglianza può davvero essere un efficace deterrente. Lo chiedono a gran voce i residenti, finora inascoltati. Intanto la zona continua a degradare e sale l’esasperazione di chi ci vive e vede il proprio quartiere massacrato nell’indifferenza generale.

Luca Craia

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