mercoledì 9 agosto 2017

Che fine hanno fatto le penali alla Onofaro?



Era stato Eros Marilungo, capogruppo di Sinistra Italiana al Consiglio Comunale di Montegranaro, a sollevare la questione delle inadempienze della ditta che gestisce il servizio di nettezza urbana. Marilungo aveva inviato all’assessore competente, al Sindaco e alla stampa un dettagliato dossier, corredato di fotografie, in cui dimostrava inequivocabilmente che diversi servizi, previsti dal contratto tra la ditta Onofaro e il Comune, non erano mai stati svolti. Si tratta in particolare, tra le altre, di due importanti funzioni: la pulizia dei bagni pubblici e quella delle caditoie. Eros Marilungo ha dimostrato, foto alla mano, che la ditta non ha mai effettuato questi lavori in oltre un anno di servizio.
Essendo previste delle penali in caso di inadempienze contrattuali, ci si domanda come mai queste penali non siano state applicate. E non si può neanche dire che il Comune di Montegranaro abbia in qualche modo spiegato che queste inadempienze, in realtà, non ci siano state. In realtà, da quando Marilungo ha denunciato la questione, non c’è stata alcuna risposta dall’Amministrazione Mancini.
Il punto è che, se il Comune di Montegranaro abbia diritto a un risarcimento per l’inadempienza della ditta che gestisce il servizio di raccolta rifiuti, Il Comune di Montegranaro non può esimersi dal pretenderlo, in quanto si potrebbe addirittura configurare un danno erariale. Questo per un principio semplicissimo: i nostri amministratori stanno gestendo per nostro conto la cosa pubblica, quindi anche i nostri soldi. E se alla città di Montegranaro, cioè a noi cittadini, spetta un risarcimento, i nostri amministratori debbono pretenderlo.
L’esposto di Marilungo, pubblicato prima di tutti da queste pagine, è datato 2 aprile 2017. Sono quindi trascorsi, alla data odierna, ben 129 giorni senza che, non solo non sono state applicate le penali previste contrattualmente, ma nessuno dall’amministrazione comunale ha sentito il dovere di spiegarne il perché né al richiedente né, tantomeno, alla cittadinanza. Curioso.

Luca Craia

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