giovedì 10 agosto 2017

Che palle ‘sti terremotati!



E diciamolo: ci siamo un po’ tutti stufati delle lagne dei terremotati. E quando è freddo perché è freddo, e quando è caldo perché è caldo, e mi si ghiaccia la roulotte, e mi si arroventa la roulotte, e mi muore di freddo il vitellino, e mi casca il tetto della stalla sulla testa, e voglio la casetta, e non voglio la casetta… ma insomma! Fatevela finita con questi piagnistei. Vi hanno organizzato la lotteria delle casette, così vi divertite e sfidate la sorte, vi hanno mandato i migliori cantanti sulla piazza a farvi divertire, vi fanno una pista ciclabile che manco al Tour de France e vi lamentate? Dopo ha ragione chi vi chiama gentaglia, eccheccavolo!
In televisione non si parla quasi più di voi. Domandatevi perché: perché avete stufato con queste lagne. I giornali raccontano solo fregnacce su di voi? Dicono che va tutto bene, che tutto procede? E per forza: la gente sta al mare, sotto l’ombrellone, mica può angosciarsi perché le macerie stanno ancora tutte lì. Ma che pretendete? Che ve le vengano a togliere con questo caldo? E su!
Fatevela finita e cominciate a trovarvi un lavoro, una casa, una scuola per i vostri figli in luoghi civili, non su quelle cavolo di montagne che saranno pure belle ma quanto ci costano? Gli ospedali, le scuole, le strade… ma venite al mare, che già ci sta tutto e non tocca ricostruirlo. E poi da qualche parte dovremo andare a prendere l’acqua, no? Ci prendiamo la vostra e voi venite al mare. Da qualche parte dovremo andare a incenerire i rifiuti. Li inceneriamo sulle montagne, tanto voi venite al mare. A un patto, però: smettetela di lamentarvi, che avete rotto.

Luca Craia

P.S.: mi hanno suggerito di mettere un post scrittum, perchè evidentemente molti non hanno compreso il senso di questo articolo. Per me è estremamente mortificante perchè nutro grande fiducia nell'uomo e nelle sue capacità, ma mi tocca specificare che tutto quanto scritto sopra è assolutamente da intendere al contrario, per quella cosa che i più chiamano sarcasmo, ironia. Non serve a far ridere, serve a far riflettere.

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