domenica 6 agosto 2017

E sul casino della Casini calò il silenzio di partito.

Ha fatto un gran Casino, la Casini. Scusate ma non ho resistito alla tentazione del gioco di parole. Prima ha insultato due cittadine, una terremotata e l'altra facente parte dei comitati che lottano per sostenere la causa dei terremotati. Poi si è incartata con le spiegazioni, senza mai smentire gli insulti, fornendo due versioni differenti nel giro di poche ore. Non paga di ciò ha continuato sul suo Facebook con uscite che definire infelici è un eufemismo. Si è guadagnata la ribalta delle cronache nazionali e ha fatto una figura barbina che più barbina non si può.
Il problema è che la signora Casini non è un cittadino qualsiasi, che possa dire o scrivere tutte le castronerie che vuole senza che queste abbiano gravi conseguenze. La signora Casini non può insultare la gente come se fosse una maleducata qualsiasi semplicemente perché ricopre un ruolo istituzionale e devi rispetto non solo ai cittadini ma anche a ruolo stesso che ricopre. Un vicepresidente di una regione italiana è un pezzo dello Stato e quando assume comportamenti offensivi nei confronti dei cittadini offende lo Stato stesso.
Per questo era lecito aspettarsi una censura nei confronti del comportamento di Anna Casini, vicepresidente della Regione Marche. Era lecito aspettarselo dalla stessa istituzione che ella rappresenta, la regione Marche, dal suo presidente e dal presidente del Consiglio regionale. Era lecito aspettarselo dallo stesso partito di cui la signora Casini è espressione, quel partito che una volta si piccava di essere il difensore delle classi deboli e degli oppressi, quelle stesse classi deboli, quelle stesse persone oppresse dagli eventi e dalla incapacità politica di chi governa che la signora Casini ha offeso con le sue parole e il suo comportamento.
Purtroppo, invece, registriamo solo silenzio. Non una parola da parte delle istituzioni regionali, non una parola da parte del Partito Democratico. Certo, il comportamento della vicepresidente Casini è stato ampiamente stigmatizzato dagli organi di informazione e si può dire che tutti abbiano capito di quale grande e grave mancanza di rispetto si sia macchiata la signora. 
Però dovrebbe esserci un provvedimento. Dovrebbe esserci per sanare, anche parzialmente, l'offesa fatta a tutti i terremotati chiamati gentaglia. Dovrebbe esserci anche per sanare il danno di immagine alle stesse istituzioni rappresentate dalla signora Casini. Credo che gli italiani meritino gente migliore che li governi. Sono certo che la signora Casini sia un'ottima persona, però ha dimostrato di non essere adeguata al ruolo istituzionale che ricopre. Il fatto stesso che non abbia sentito il bisogno né di scusarsi né di rassegnare spontaneamente le proprie dimissioni dimostra questa inadeguatezza. Ma le altre istituzioni regionali e i vertici del Partito Democratico, con questo assordante e prolungato silenzio, stanno dimostrando la stessa inadeguatezza evidenziata dalla signora Casini. Tutto ciò testimonia in maniera deprimente la qualità politica di chi ci sta governando.

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