martedì 1 agosto 2017

La Statale della Valnerina chiusa, le promesse disattese e i danni che fanno.



Quanti danni sta facendo alla zona dell’Alto Nera la chiusura della strada statale della Valnerina? La domanda, ovviamente, è retorica, in quanto è logico che i danni siano incommensurabili. La via di comunicazione principale, anzi, l’unica davvero percorribile per collegare l’area all’Umbria e al Lazio, luoghi di provenienza di gran parte del turismo dell’Alto Nera, è fondamentale per l’economia di Visso, Ussita e Castelsantangelo. La sua chiusura rischia di inficiare tutti gli sforzi che si stanno compiendo, specie da parte delle amministrazioni locali e degli stessi imprenditori, per non far morire le attività dell’Alto Nera.
Lo sanno bene i vertici politici regionali. Lo dovrebbero sapere anche a Roma. Anche l’ANAS pare cosciente del problema, tanto che, a maggio, già si prometteva la riapertura dell’arteria, seppur parzialmente, entro settembre. Oramai ci stiamo abituando alle promesse vane, alle date buttate là a casaccio, alle cose dette così, tanto per dire, per mantenere calme le folle in attesa di problemi nuovi, magari pilotati ad hoc per distogliere l’attenzione. Ma, visto che settembre ancora non è arrivato, manteniamo la calma e presumiamo la buona fede dell’ANAS.
Però, considerando che, a quanto si sa, le buste per l’appalto dei lavori dovrebbero essere state aperte solo in questi giorni e, visto che settembre arriva tra un mese, se per settembre si intendeva quello di quest’anno, e visto che non si tratterà, con buone probabilità, di lavori che si possano terminare in pochi giorni, c’è da pensare che sarà molto difficile che l’ANAS possa mantenere i propositi di riaprire la statale per il nono mese dell’anno. E, considerando quanto siano rigide le invernate da quelle parti, è anche pensabile che, se non si termineranno i lavori prima del gelo, sarà difficile terminarli anche per la primavera del 2018.
Ma, del resto, neanche le tanto sospirate casette arriveranno, a quanto pare, nei termini stabiliti, rendendo inutili gli sforzi per riaprire le scuole. Quindi, non ci sarebbe nulla di nuovo sotto il sole: l’ennesima promessa non mantenuta. Ci si sta facendo il callo. C’è soltanto da vedere quanto potranno ancora resistere a Visso e dintorni. E forse è proprio questo a cui si punta. Chissà.

Luca Craia

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