sabato 12 agosto 2017

Montegranaro: c’è un problema di sicurezza e non si risolve con la videosorveglianza




Non passa giorno che non leggiamo notizie di cronaca che riguardino Montegranaro, e quasi sempre con protagonisti stranieri o di origine straniera: si parte dalle risse, ormai diventate una consuetudine, tra Marocchini, passando per il traffico consolidato degli stupefacenti tanto che il paese sembra essere diventato una specie di centro commerciale di sostanze, per finire con furti, atti vandalici, gang di giovanissimi che terrorizzano i quartieri e atti di ordinaria intolleranza da parte di chi è accolto. Una situazione che sta diventando insostenibile ma per la quale non vediamo alcun cenno di ricerca di una soluzione.
Vediamo i protagonisti di queste vicende tornare puntualmente in circolazione dopo i fatti commessi, magari con una denuncia a piede libero, magari con un decreto di espulsione in tasca, ma sempre liberi di tornare a delinquere. Vediamo l’assenza quasi completa di provvedimenti giudiziari, cosa che immagino sia frustrante per le forze dell’ordine, impegnate a fronteggiare il crimine, che vedono il loro lavoro inficiato dall’assenza di azioni punitive. E vediamo la politica cittadina silente, che si trincera, come previsto fin dall’inizio, dietro la strategia, giusta e benemerita, della videosorveglianza che però, come ben vediamo, non risolve il problema ma aiuta soltanto a individuare gli artefici dei crimini. Le telecamere risultano utilissime, quindi, ma certamente non risolutive.
Serve il controllo, ma soprattutto servono provvedimenti repressivi del crimine. L’idea che sta passando è che i nostri paesi, non solo Montegranaro, stiano diventando una sorta di zona franca, dove questi delinquenti riescono a compiere i loro crimini sostanzialmente indisturbati, anche quando vengono sorpresi in flagrante. L’assenza ormai assodata di punizioni efficaci di fatto autorizza i liberalizza il crimine. Stando così le cose, la situazione non può che peggiorare. Il ruolo di chi amministra e governa, in questo frangente, deve essere propulsivo nei confronti dello Stato e deve fortemente richiedere un’azione più incisiva della magistratura.

Luca Craia

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